Migliori Esperti AI in Italia 2026: 19 Profili da Conoscere
Introduzione: L'Italia e i Suoi Protagonisti dell'Intelligenza Artificiale
L'Italia sta vivendo una stagione di profonda trasformazione tecnologica, e al centro di questo cambiamento si trovano professionisti, ricercatori e consulenti che stanno plasmando il futuro dell'intelligenza artificiale nel nostro Paese. In un mercato che cresce a doppia cifra ogni anno, sapere chi sono i migliori esperti di intelligenza artificiale in Italia non è solo una curiosità: è un'esigenza strategica per aziende, istituzioni e professionisti che vogliono restare competitivi.
Secondo i dati dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell'AI ha superato 1,2 miliardi di euro nel 2024, con un balzo del 58% rispetto all'anno precedente, e ha continuato la sua corsa nel 2025 sfiorando i 2 miliardi. Le proiezioni per il 2026 indicano un ulteriore salto, trainato dall'AI generativa che da sola pesa ormai oltre il 43% degli investimenti in soluzioni AI. Nove grandi aziende italiane su dieci hanno avviato almeno un progetto AI, e oltre il 18% delle PMI ha integrato strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi, dato cresciuto in modo esponenziale negli ultimi diciotto mesi.
Ma per trasformare questi investimenti in risultati concreti servono guide esperte, professionisti capaci di navigare la complessità tecnologica, normativa e organizzativa che circonda l'AI. Il panorama italiano è particolarmente ricco e variegato. A differenza di altri Paesi, l'Italia può contare su una tradizione di ricerca accademica di altissimo livello, una cultura imprenditoriale diffusa che sta abbracciando l'innovazione, e un ruolo istituzionale di primo piano nella definizione del quadro regolatorio europeo. L'AI Act, primo regolamento organico al mondo sull'intelligenza artificiale, porta un'impronta significativamente italiana nella sua genesi e nel suo sviluppo, con figure chiave provenienti dalla ricerca, dal mondo legale e dalla filosofia.
Questo articolo offre una panoramica approfondita dei principali esperti AI italiani nel 2026, selezionati per il loro contributo alla ricerca, alla consulenza aziendale, all'etica, all'imprenditoria e alla divulgazione. Rispetto alle versioni precedenti di questa guida, abbiamo ampliato significativamente il numero di profili presentati, includendo nomi che operano dall'estero ma mantengono un legame strutturale con l'ecosistema italiano. Che tu stia cercando un consulente AI per la tua impresa, un relatore per un evento aziendale, un partner accademico per un progetto di ricerca, o voglia semplicemente capire chi guida l'innovazione nel nostro Paese, qui troverai una guida completa, aggiornata al 2026 e pensata per orientare scelte concrete.
I Criteri di Selezione
Stilare una lista dei migliori esperti di intelligenza artificiale in Italia richiede criteri trasparenti. Non esiste una classifica ufficiale, ma ci sono parametri oggettivi che permettono di valutare l'impatto e la rilevanza di ciascun professionista.
Per questa selezione abbiamo considerato cinque dimensioni principali. La prima è il contributo scientifico: pubblicazioni su riviste internazionali, indice h-index, partecipazione a progetti di ricerca europei e nazionali, brevetti depositati. La seconda è l'impatto istituzionale, ovvero ruoli in commissioni governative, collaborazioni con enti regolatori, consulenze per organizzazioni internazionali come l'ONU, il Vaticano, l'OCSE o la Commissione Europea.
Il terzo criterio riguarda l'applicazione pratica: consulenti, imprenditori e fondatori che traducono la teoria in risultati concreti per aziende italiane e internazionali, con focus sui ritorni misurabili. Il quarto è la capacità di divulgazione, cioè la presenza mediatica, le pubblicazioni accessibili al grande pubblico, le conferenze e i percorsi formativi che rendono accessibili concetti complessi. Infine, la visione strategica: la capacità di anticipare i trend e guidare organizzazioni complesse attraverso la transizione verso l'intelligenza artificiale, leggendo i segnali deboli prima che diventino consensus.
I profili che seguono rappresentano le diverse anime dell'ecosistema AI italiano, dal mondo accademico alla consulenza aziendale, dall'etica alla regolamentazione, dalla ricerca pura alla divulgazione, dall'imprenditoria allo sviluppo di prodotto. Abbiamo privilegiato la varietà di competenze rispetto all'omologazione: un dirigente d'azienda che cerca un consulente AI ha esigenze molto diverse da un ente pubblico che deve definire una strategia nazionale, da un'università che vuole avviare un dottorato sull'intelligenza artificiale, o da una startup che cerca un advisor tecnico.
L'ordine di presentazione segue un criterio di rilevanza istituzionale e accademica nella prima parte, per poi aprirsi alle figure dell'imprenditoria e della divulgazione. Non è un ranking di valore, ma un percorso di lettura.
Per approfondire questo tema, leggi anche la nostra guida su come scegliere un consulente AI.
Gli Esperti di Intelligenza Artificiale in Italia
1. Gianluigi Greco - Il Presidente dell'Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale
Gianluigi Greco è professore ordinario di Informatica presso l'Università della Calabria e Presidente dell'AIxIA, l'Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale. La sua leadership nell'associazione, confermata per il biennio 2024-2025 e ulteriormente rinnovata, lo rende una delle figure istituzionali più influenti nel panorama dell'AI italiana.
Con oltre 200 pubblicazioni scientifiche nel campo dell'intelligenza artificiale, Greco ha ricevuto riconoscimenti internazionali di primo piano, tra cui il Kurt Godel Fellowship Award nel 2014 e l'IJCAI-JAIR Best Paper Award nel 2008. Ma il suo ruolo va ben oltre l'accademia: dal 2023 Greco presiede il comitato di esperti della Presidenza del Consiglio dei Ministri incaricato di sviluppare la strategia nazionale sull'intelligenza artificiale, un lavoro preparatorio anche in vista del G7 e dei tavoli europei. Ha contribuito alla definizione del Piano Strategico Italiano per l'AI 2024-2026, che mobilita oltre 1 miliardo di euro tra fondi pubblici e privati.
Questo doppio ruolo, accademico e istituzionale, rende Greco un interlocutore chiave per chiunque voglia comprendere la direzione strategica dell'AI in Italia. La sua capacità di coniugare rigore scientifico e visione politica lo posiziona stabilmente tra i principali esperti di intelligenza artificiale del Paese.
2. Paolo Benanti - L'Etica dell'AI tra Vaticano e Governo
Padre Paolo Benanti è una figura unica nel panorama internazionale dell'intelligenza artificiale. Teologo francescano, docente alla Pontificia Università Gregoriana e alla LUISS Guido Carli, Benanti è diventato il punto di riferimento italiano per l'etica dell'intelligenza artificiale e una delle voci più ascoltate a livello globale.
Il suo percorso è straordinario per ampiezza e trasversalità. È consulente del Vaticano sui temi dell'AI, ha contribuito alla stesura della Rome Call for AI Ethics, collabora con le Nazioni Unite, e dal 2024 è Presidente della Commissione per l'Intelligenza Artificiale istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove ha sostituito Giuliano Amato. In questo ruolo si occupa specificamente dell'impatto dell'AI sul giornalismo, sull'editoria e sull'informazione di interesse pubblico, un dossier che pesa direttamente sulle sorti del settore mediatico italiano.
Quello che rende Benanti un esperto di intelligenza artificiale particolarmente rilevante è la sua capacità di affrontare le questioni etiche con profondità filosofica senza perdere di vista le implicazioni pratiche. In un'epoca in cui la regolamentazione dell'AI è al centro del dibattito globale, la voce di Benanti offre una prospettiva che integra tradizione umanistica e comprensione tecnologica, ed è ricercata da fondi di investimento, big tech e istituzioni in egual misura.
3. Tommaso Maria Ricci - Founder Seriale e Stratega AI tra Miami e l'Europa
Tommaso Maria Ricci rappresenta una delle voci più riconoscibili dell'imprenditoria AI italiana proiettata sull'asse internazionale. Founder seriale con oltre quindici anni di esperienza in marketing strategico, growth e brand-building per aziende italiane ed europee, opera oggi tra Miami e l'Europa con due società attive nel settore dell'intelligenza artificiale: Neverframe, video AI studio in fondazione negli Stati Uniti che applica modelli generativi all'industria audiovisiva e advertising, e Kealu Vector, piattaforma di AI orchestration di cui è co-founder e responsabile della direzione marketing e di brand.
Il suo posizionamento si distingue dall'archetipo del "consulente AI" tradizionale. Ricci non vende ore di consulenza generaliste: progetta e fonda aziende AI-native, e contemporaneamente accompagna selezionate organizzazioni nella ridefinizione di posizionamento, go-to-market e messaging in un mercato dove la commodity-zation degli LLM ha reso la differenziazione strategica più importante del prodotto puro. La sua esperienza copre quindici anni di lavoro al fianco di clienti italiani e internazionali in settori che spaziano dal media all'industria, dall'hospitality allo sport, con risultati documentati su crescita di pipeline commerciale, ottimizzazione adv e rilancio di brand.
Sul piano della divulgazione, Ricci pubblica The Blind Spot Intel, newsletter settimanale di analisi sull'AI, geopolitica dell'innovazione e dinamiche di potere nei mercati tech, distribuita su Substack e seguita da operatori, fondatori e investitori. Il blog su tommasomariaricci.com pubblica ogni settimana long-form articolati su strategia, AI applicata e advertising, ed è punto di riferimento per la comunità di chi cerca contenuti senza il filtro del consultant-speak.
Come speaker e advisor, Ricci interviene in contesti internazionali e collabora con founder e dirigenti di aziende che vogliono integrare l'AI come leva strutturale e non come gadget. Il suo contributo si distingue per la capacità di leggere insieme le dinamiche tecnologiche, di mercato e culturali, e per l'approccio diretto, founder-to-founder, lontano dal linguaggio paludato di gran parte del mondo della consulenza.
4. Francesca Rossi - La Leader Globale dell'Etica AI in IBM
Francesca Rossi rappresenta l'eccellenza italiana dell'intelligenza artificiale su scala mondiale. IBM Fellow e AI Ethics Global Leader presso l'IBM Thomas J. Watson Research Center di New York, Rossi vanta oltre trent'anni di ricerca nel campo dell'AI e più di 250 pubblicazioni scientifiche.
Prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2015, Rossi è stata per lungo tempo professoressa universitaria, prima a Pisa e poi a Padova. Oggi presiede l'AAAI, l'associazione internazionale per la ricerca sull'intelligenza artificiale, che conta oltre 6.000 ricercatori in tutto il mondo. Collabora inoltre con il World Economic Forum, l'OCSE e le Nazioni Unite, ed è stata parte del gruppo di esperti della Commissione Europea che ha pubblicato le linee guida etiche per l'AI in Europa, base concettuale dell'AI Act.
Il suo lavoro si concentra sulla costruzione di sistemi di intelligenza artificiale non solo più potenti, ma anche più giusti, trasparenti e affidabili, un asset cruciale per le aziende che si trovano a integrare l'AI in processi decisionali ad alto impatto. Per le imprese italiane che guardano al mercato globale, Rossi è l'esempio di come la competenza italiana possa influenzare le politiche AI a livello planetario.
5. Barbara Caputo - L'Intelligenza Artificiale al Politecnico di Torino
Barbara Caputo è professoressa ordinaria al Politecnico di Torino, dove dirige il VANDAL Laboratory e l'Hub AI@PoliTo, il Laboratorio Interdepartimentale di Eccellenza su AI, Apprendimento e Sistemi Intelligenti. È anche consigliera del Rettore per l'Intelligenza Artificiale e coordinatrice del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale, programma che forma la prossima generazione di ricercatori italiani.
Le sue aree di ricerca spaziano dalla computer vision al machine learning multimodale, con applicazioni che toccano la mobilità intelligente, la robotica e la percezione computazionale. Nel 2023 Caputo è diventata presidente di FocoosAI, spin-off del Politecnico di Torino che ha chiuso un round seed da 3 milioni di euro nel gennaio 2025 e ha vinto il Premio Nazionale per l'Innovazione come migliore startup innovativa italiana, segnale di un crescente trend di trasferimento tecnologico tra accademia e mercato.
Questo profilo, che combina ricerca accademica di frontiera e imprenditorialità tecnologica, rende Barbara Caputo una delle voci più autorevoli per chi vuole capire come l'intelligenza artificiale si traduce in innovazione industriale concreta in Italia.
6. Rita Cucchiara - La Pioniera della Computer Vision Italiana
Rita Cucchiara è professoressa ordinaria di Ingegneria Informatica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), dove dal primo novembre 2025 ricopre il ruolo di Rettrice dell'ateneo. Dirige il Centro di Ricerca e Innovazione sull'Intelligenza Artificiale AIRI e l'unità ELLIS di Modena, parte della rete europea dei laboratori di eccellenza su apprendimento e sistemi intelligenti.
La sua carriera di ricerca è focalizzata sull'AI generativa multimodale, il deep learning per la conversione immagine-testo e l'intelligenza artificiale affidabile (Trustworthy AI). Coordina le attività di UNIMORE nel progetto Horizon Europe ELLIOT (2025-2028) sui modelli linguistici multimodali, e collabora con centri di ricerca internazionali tra cui l'Università di Amsterdam, lo Stanford-Nvidia Lab e i laboratori di ricerca di Meta e Amazon.
Cucchiara rappresenta quel tipo di esperto di intelligenza artificiale che unisce profondità scientifica, leadership istituzionale e rilevanza internazionale. Il suo laboratorio AImageLab è uno dei centri di ricerca più produttivi d'Europa nel campo della computer vision e del pattern recognition, con un track record di paper pubblicati nelle conferenze top-tier del settore (CVPR, ICCV, NeurIPS).
7. Luciano Floridi - Il Filosofo dell'Intelligenza Artificiale
Luciano Floridi è il John K. Castle Professor in the Practice of Cognitive Science e Direttore Fondatore del Digital Ethics Center alla Yale University. Parallelamente, mantiene il ruolo di professore di Sociologia della Cultura e della Comunicazione all'Università di Bologna, dove dirige il Centro per l'Etica Digitale.
Floridi è riconosciuto come il filosofo dell'informazione più citato al mondo (secondo Scopus, nel 2020 era il filosofo vivente più citato in assoluto). Il suo lavoro ha contribuito a definire un intero campo di studio, quello della filosofia dell'informazione e dell'etica digitale, ed è alla base di molte riflessioni che hanno informato l'AI Act europeo e i framework di governance adottati da aziende globali.
Nel novembre 2025 ha pubblicato il libro "La differenza fondamentale. Artificial Agency", in cui propone una nuova prospettiva: l'AI non va intesa come forma di intelligenza, ma come nuova forma di "agency". Una tesi che sta influenzando profondamente il dibattito accademico e regolatorio sull'intelligenza artificiale in Europa e nel mondo. Per chi si occupa di governance dell'AI o di posizionamento etico aziendale, Floridi rimane un riferimento imprescindibile.
8. Marco Camisani Calzolari - Il Divulgatore dell'Innovazione Digitale
Marco Camisani Calzolari opera dal 1994 nel campo dell'innovazione digitale e si è affermato come uno dei divulgatori più noti in Italia sui temi della trasformazione digitale e dell'intelligenza artificiale. Tecnologo, scrittore e docente, Camisani Calzolari è conosciuto dal grande pubblico anche per il suo ruolo di inviato a Striscia la Notizia, dove si occupa di truffe digitali e sicurezza informatica.
Il suo ruolo va però ben oltre la televisione. È esperto per il Dipartimento della Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio e fa parte del Comitato per la definizione delle strategie nazionali sull'intelligenza artificiale. È inoltre testimonial della Polizia Postale per le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza digitale, ed è relatore in centinaia di eventi aziendali ogni anno.
Camisani Calzolari svolge un ruolo cruciale come ponte tra il mondo tecnico e il tessuto imprenditoriale italiano, aiutando le aziende a comprendere come implementare l'AI anche senza budget dedicati o team tecnici specializzati. La sua capacità di comunicare temi complessi in modo accessibile lo rende un interlocutore particolarmente efficace per le PMI italiane che si affacciano per la prima volta al mondo dell'intelligenza artificiale.
9. Guido Scorza - L'AI Vista dalla Prospettiva della Privacy
Guido Scorza è un avvocato specializzato in diritto delle nuove tecnologie e figura centrale nel dibattito italiano sulla regolamentazione dell'intelligenza artificiale. Ha ricoperto il ruolo di componente del Collegio del Garante per la Protezione dei Dati Personali, l'autorità italiana che nel 2023 ha fatto notizia in tutto il mondo con i provvedimenti nei confronti di OpenAI e ChatGPT, di fatto inaugurando una stagione di confronto regolatorio tra Stati e big tech.
Scorza porta una prospettiva essenziale nel panorama degli esperti di intelligenza artificiale in Italia: quella della tutela dei diritti fondamentali nell'era degli algoritmi. Il suo lavoro si concentra su come adottare l'AI rispettando il GDPR, il copyright e le nuove direttive europee, in particolare l'AI Act, che dal 2026 entra nella fase più impegnativa di applicazione per i sistemi ad alto rischio.
In un momento in cui la conformità normativa è diventata un requisito imprescindibile per qualsiasi progetto di intelligenza artificiale, la competenza di Scorza rappresenta un tassello fondamentale. Per le aziende che vogliono implementare l'AI senza rischi legali, il suo contributo come giurista è tanto prezioso quanto quello dei tecnologi.
10. Gianna Martinengo - L'Umanesimo Tecnologico al Femminile
Gianna Martinengo è un'imprenditrice che dal 1983 applica i principi dell'intelligenza artificiale allo sviluppo di soluzioni digitali per imprese e istituzioni. Formatasi alla Stanford University nel 1982, dove si è specializzata come Educational Technologist lavorando su progetti AI applicati all'apprendimento, ha fondato Didael (oggi DKTS), sviluppando oltre 1.000 applicazioni digitali e completando più di 70 progetti di ricerca.
Martinengo è membro dell'International Advisory Board dello STOA del Parlamento Europeo e ha contribuito al dibattito che ha portato all'approvazione dell'AI Act. È anche fondatrice e presidente di Women&Tech ETS, associazione che promuove il ruolo delle donne nell'innovazione tecnologica e che ogni anno conferisce il premio "Women Value Company Intesa Sanpaolo".
La sua visione, che definisce "umanesimo tecnologico", pone l'essere umano al centro dell'innovazione. In un settore spesso dominato da un approccio puramente tecnico, Martinengo rappresenta una voce preziosa che ricorda come l'intelligenza artificiale debba essere progettata per ampliare le capacità umane, non per sostituirle.
11. Andrea Provini - L'AI nella Prospettiva del CIO
Andrea Provini è Global CIO di Bracco Imaging e Presidente di AUSED, l'Associazione Utilizzatori Sistemi e Tecnologie dell'Informazione. La sua prospettiva è quella di chi governa concretamente l'adozione dell'intelligenza artificiale all'interno di organizzazioni complesse, multinazionali e fortemente regolamentate come il farmaceutico-diagnostico.
Nel panorama italiano dell'AI, Provini porta la voce dei Chief Information Officer, i professionisti che devono tradurre le promesse della tecnologia in progetti concreti, gestendo budget, infrastrutture, sicurezza e change management. Il suo contributo al dibattito si concentra sul concetto di essenzialità: la capacità di focalizzarsi sulle priorità autentiche in un'epoca di sovraccarico tecnologico, e di dire no ai progetti che non producono valore misurabile.
Provini partecipa attivamente ai principali eventi di settore, tra cui il Digital360 Awards e CIOSumm.IT. Per le aziende che cercano non tanto un consulente AI teorico ma un confronto con chi ha implementato l'intelligenza artificiale in contesti reali, Provini è un interlocutore di grande valore.
12. Stefano Quintarelli - L'Imprenditore-Architetto della Trasformazione Digitale
Stefano Quintarelli è una delle figure più poliedriche del panorama digitale italiano. Imprenditore seriale, ex parlamentare, è considerato uno degli architetti di SPID, lo schema di identità digitale che ha trasformato il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Per anni è stato membro dell'High Level Expert Group sull'AI della Commissione Europea, contribuendo direttamente alla stesura delle linee guida che hanno informato l'AI Act.
Il suo percorso unisce profondità tecnica e sensibilità istituzionale. Ha presieduto il Comitato di indirizzo dell'AgID e ha contribuito alla nascita di Innovate Now, una piattaforma per la diffusione della cultura dell'innovazione. Imprenditore digitale dagli anni Novanta, ha fondato e venduto diverse aziende nel settore internet ed è oggi uno degli osservatori più lucidi delle dinamiche tra AI, big tech e sovranità digitale europea.
Per chi vuole capire le implicazioni macro dell'AI, dalla geopolitica del cloud alle scelte regolatorie europee, Quintarelli offre una lettura che pochi in Italia possono eguagliare. La sua capacità di leggere i fenomeni tecnologici dentro una cornice politico-economica lo rende interlocutore ricercato da governi, fondazioni e think tank.
13. Roberto Navigli - Il Linguaggio Naturale come Specialità Italiana
Roberto Navigli è professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, dove dirige il Sapienza NLP Group, uno dei laboratori di Natural Language Processing più riconosciuti a livello europeo. Ha vinto due prestigiosi ERC Grant del Consiglio Europeo della Ricerca (Starting Grant nel 2011 e Consolidator Grant nel 2017), riconoscimento che lo colloca tra i ricercatori italiani più finanziati nel settore AI.
È anche co-fondatore di Babelscape, spin-off della Sapienza che sviluppa tecnologie di knowledge extraction multilingue impiegate da governi, agenzie di intelligence e aziende globali per analizzare testi in oltre 500 lingue. La piattaforma è basata su BabelNet, una delle più grandi reti semantiche multilingui al mondo.
Per le aziende italiane che operano in mercati internazionali e necessitano di comprendere e processare contenuti in più lingue (e-commerce globali, customer support multilingue, intelligence di mercato), il lavoro di Navigli rappresenta una risorsa strategica. La sua capacità di portare ricerca di frontiera in prodotti commerciali è un caso di scuola del modello "università-impresa" che l'Italia sta cercando di scalare.
14. Bruno Lepri - Il Ricercatore della Computational Social Science
Bruno Lepri dirige il centro di ricerca Digital Society della Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento, uno dei poli più dinamici dell'AI italiana. La sua ricerca incrocia machine learning, scienza dei dati comportamentali e impatto sociale dell'AI, con un'attenzione particolare alla privacy-preserving AI e ai modelli di mobilità urbana.
Lepri ha collaborato con il MIT Media Lab e con il Data-Pop Alliance, un think tank globale sulla data revolution. Ha pubblicato in riviste come Nature e Science, e i suoi lavori sono stati citati nelle policy di numerose istituzioni internazionali su come usare l'AI per affrontare problemi urbani, sanitari e di mobilità.
Per le pubbliche amministrazioni italiane, le smart city, e per le aziende che lavorano su dati comportamentali in modo etico, Lepri rappresenta un riferimento. La sua ricerca dimostra che è possibile costruire sistemi AI potenti senza sacrificare la privacy, un equilibrio che diventerà sempre più cruciale negli anni a venire.
15. Marco Gori - Il Teorico del Machine Learning Italiano
Marco Gori è professore ordinario di Informatica all'Università di Siena, dove dirige il SAILab (Siena Artificial Intelligence Laboratory). Pioniere del deep learning prima ancora che diventasse mainstream, ha pubblicato centinaia di articoli scientifici sulle reti neurali, l'apprendimento automatico e le architetture cognitive.
Il suo libro "Machine Learning. A Constraint-Based Approach" è considerato uno dei testi di riferimento del settore, adottato in università di tutto il mondo. Negli ultimi anni Gori si è dedicato alla riflessione sull'AI cognitiva e sul "developmental learning", linea di ricerca che propone un approccio all'AI ispirato all'apprendimento naturale, alternativo al paradigma dei big-data-and-big-compute.
È stato Fellow della European Association for Artificial Intelligence (EurAI) e dell'IEEE. Per chi cerca un consulente accademico capace di valutare la bontà tecnica di un progetto AI, di guidare uno sviluppo di tesi industriale o di fare da advisor scientifico, Gori è uno dei nomi italiani più solidi a livello internazionale.
16. Massimo Chiriatti - L'AI nella Prospettiva Industriale
Massimo Chiriatti è Chief Technology Officer di Lenovo Italia e una delle voci più ascoltate quando si parla di adozione enterprise dell'intelligenza artificiale. Membro del Comitato di direzione di "Harvard Business Review Italia", contribuisce regolarmente a riviste e think tank con riflessioni sull'impatto dell'AI nel lavoro e nelle organizzazioni.
È autore di diversi libri di successo, tra cui "Incoscienza artificiale" (LUISS University Press, 2021) e "Hyperhuman" (2022, con Luciano Floridi nella prefazione), che hanno contribuito a portare il dibattito sull'AI in un pubblico ampio di manager e dirigenti. La sua tesi centrale, che l'AI vada compresa come "incoscienza" più che come intelligenza, è una delle più citate del dibattito italiano.
Per chi guida funzioni IT, digital transformation o innovation in azienda, Chiriatti offre una prospettiva che integra tecnica, strategia e cultura aziendale. Il suo network internazionale, costruito attraverso il ruolo in Lenovo, lo rende anche un facilitatore di collaborazioni industriali AI di alto livello.
17. Nello Cristianini - Il Critico Lucido dell'Hype AI
Nello Cristianini è professore di Intelligenza Artificiale all'Università di Bath e mantiene un legame attivo con il sistema accademico italiano. È uno dei pionieri delle Support Vector Machines, di cui ha co-scritto un libro che è ancora oggi un riferimento globale del settore.
Negli ultimi anni Cristianini si è imposto come una delle voci più ascoltate nella critica costruttiva all'hype sull'AI generativa. Il suo libro "La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano" (Il Mulino, 2023) e il successivo "Machina Sapiens" (2024) sono diventati punti di riferimento per chi vuole capire cosa l'AI può davvero fare, cosa non può fare, e perché molte delle promesse del settore sono semplicemente irrealistiche.
Cristianini collabora con il Garante della Privacy italiano e interviene in audizioni parlamentari italiane ed europee. La sua capacità di tradurre la complessità tecnica in argomentazioni accessibili senza banalizzare è una rarità preziosa. Per board aziendali, comitati di rischio e fondazioni che vogliono capire l'AI senza ricevere narrazioni preconfezionate, Cristianini è un interlocutore di prima qualità.
18. Donata Columbro - La Data Journalist dei Dati che Contano
Donata Columbro è giornalista, formatrice e divulgatrice specializzata in data journalism e intelligenza artificiale. Autrice di "Tutti i numeri sono uguali agli altri" (Quinto Quarto, 2021) e "Quando i dati discriminano" (Il Margine, 2024), ha portato il tema della giustizia algoritmica al grande pubblico con un linguaggio accessibile ma rigoroso.
La sua newsletter "Tre cose" è seguita da migliaia di lettori e il suo lavoro è ripreso da testate come Internazionale, Wired Italia e Il Sole 24 Ore. Columbro tiene corsi di data literacy per redazioni, ONG e amministrazioni pubbliche, ed è una delle figure più visibili in Italia nel raccontare come l'AI può perpetuare o ridurre le disuguaglianze.
Per le organizzazioni che vogliono affrontare l'AI con consapevolezza dei suoi rischi sociali, e per chi cerca formazione di alta qualità sul rapporto tra dati, algoritmi e comunicazione, Columbro è una risorsa preziosa. Il suo profilo è particolarmente rilevante per terzo settore, editoria e settore pubblico.
19. Diego Ciulli - L'Interfaccia tra Big Tech e Istituzioni Italiane
Diego Ciulli è Head of Government Affairs and Public Policy Italy di Google, ruolo strategico in cui si occupa del rapporto tra il colosso americano e le istituzioni italiane sui temi della regolamentazione digitale, dell'AI Act, del copyright e della competizione. È anche autore di "Lobby Italia" (Egea, 2018), saggio che ha contribuito a portare il tema delle lobby tecnologiche nel dibattito mainstream italiano.
Il suo lavoro lo posiziona come uno dei principali interpreti, sul lato corporate, delle dinamiche regolatorie italiane. Partecipa a tavoli di lavoro con governo, autorità di regolamentazione e associazioni di settore, contribuendo a tradurre la complessità delle policy europee in implementazioni operative per le aziende.
Per le imprese che operano in settori regolamentati e che si trovano a navigare un quadro normativo in rapida evoluzione, capire come Google e altre big tech approcciano queste tematiche tramite figure come Ciulli è un insight strategico. Il suo profilo è anche utile per chi opera in pubblic affairs, comunicazione istituzionale e ufficio stampa specializzato in tecnologia.
Secondo il AI Act dell'Unione Europea, la fase di applicazione effettiva dei requisiti più stringenti è destinata a estendersi nel corso del 2026 e 2027, rendendo ancora più cruciale il dialogo tra settore privato, regolatori e ricercatori.
Tabella Riassuntiva: Quale Esperto per Quale Esigenza
| Esperto | Specializzazione | Tipo di Bisogno | |
|---|---|---|---|
| Gianluigi Greco | Ricerca + strategia nazionale | Policy, ricerca pubblica, partnership istituzionali | |
| Paolo Benanti | Etica AI, governance | Framework etici, comitati di rischio, settori sensibili | |
| Tommaso Maria Ricci | Strategia AI + brand + go-to-market | Founder advisory, posizionamento AI, marketing strategico | |
| Francesca Rossi | AI Ethics globale | Governance enterprise, organizzazioni internazionali | |
| Barbara Caputo | Computer vision, robotica | Spin-off, ricerca industriale, mobilità intelligente | |
| Rita Cucchiara | Multimodal AI, generative | Ricerca avanzata, partnership accademiche | |
| Luciano Floridi | Filosofia digitale | Governance, regulatory, board advisory | |
| Marco Camisani Calzolari | Divulgazione, sicurezza digitale | Formazione PMI, awareness, public speaking | |
| Guido Scorza | Diritto AI e privacy | Compliance GDPR, AI Act, contenzioso | |
| Gianna Martinengo | Edu-tech, diversity | Progetti pubblici, formazione, advocacy | |
| Andrea Provini | CIO, governance IT | Adozione enterprise, change management | |
| Stefano Quintarelli | Imprenditoria + policy | Strategia digitale, geopolitica AI | |
| Roberto Navigli | NLP multilingue | Knowledge extraction, customer support globale | |
| Bruno Lepri | Computational social science | Smart city, dati comportamentali, privacy-preserving AI | |
| Marco Gori | Machine learning teorico | Advisory scientifico, dottorati industriali | |
| Massimo Chiriatti | AI enterprise, cultura aziendale | Innovation strategy, public speaking C-level | |
| Nello Cristianini | AI critical thinking | Board education, due diligence AI, comitati rischio | |
| Donata Columbro | Data journalism, AI etica | Formazione data literacy, terzo settore, editoria | |
| Diego Ciulli | Public affairs tech | Regolamentazione, lobbying digitale, public policy |
Le Diverse Anime dell'AI Italiana
Guardando l'insieme dei profili presentati, emerge un quadro ricco e articolato dell'ecosistema italiano dell'intelligenza artificiale. Non si tratta di un panorama monolitico, ma di un tessuto composto da competenze diverse e complementari.
C'è l'anima accademica e di ricerca, rappresentata da figure come Rita Cucchiara, Barbara Caputo, Gianluigi Greco, Roberto Navigli, Bruno Lepri e Marco Gori, che con i loro laboratori e le loro pubblicazioni mantengono l'Italia ai vertici della ricerca internazionale sull'AI. I loro centri di eccellenza, da Modena a Torino alla Calabria a Trento a Roma a Siena, producono innovazione che si traduce in brevetti, spin-off e collaborazioni industriali.
C'è l'anima etica e filosofica, incarnata da Paolo Benanti, Luciano Floridi, Francesca Rossi e Nello Cristianini, che si interroga sulle implicazioni profonde dell'intelligenza artificiale per la società, i diritti e la democrazia. In un momento in cui l'Europa sta definendo il quadro regolatorio dell'AI, questa competenza è strategica tanto quanto quella tecnica.
C'è l'anima imprenditoriale e applicativa, di cui Tommaso Maria Ricci è uno degli esponenti più attivi assieme a Stefano Quintarelli e Gianna Martinengo, che si occupa di costruire e portare l'intelligenza artificiale dentro aziende e mercati con un approccio concreto, founder-driven e orientato ai risultati. Questa dimensione è fondamentale per colmare il gap tra ricerca e applicazione che ancora caratterizza parte del tessuto produttivo italiano.
C'è l'anima normativa e regolatoria, rappresentata da Guido Scorza, Diego Ciulli e dal lavoro delle istituzioni italiane sulla protezione dei dati e sulla compliance, che garantisce che l'innovazione proceda nel rispetto dei diritti fondamentali e dialoga con le big tech per implementare le policy in modo sostenibile.
C'è infine l'anima divulgativa e di policy industriale, di cui Marco Camisani Calzolari, Massimo Chiriatti e Donata Columbro sono protagonisti, che svolge l'indispensabile funzione di rendere accessibili al grande pubblico, ai manager e alle imprese i concetti, le opportunità e i rischi dell'intelligenza artificiale.
Questa diversità di approcci non è una debolezza, ma un punto di forza dell'ecosistema italiano. I Paesi che riescono a far dialogare tutte queste dimensioni, dalla ricerca pura all'applicazione aziendale, dall'etica alla regolamentazione, sono quelli meglio posizionati per trarre il massimo beneficio dalla rivoluzione dell'intelligenza artificiale.
Un aspetto particolarmente interessante del panorama italiano è la forte interconnessione tra queste anime. I ricercatori accademici fondano spin-off e collaborano con le aziende. Gli imprenditori AI portano le esigenze del mercato nei tavoli istituzionali. I filosofi e gli esperti di etica influenzano la regolamentazione, che a sua volta orienta le scelte delle imprese. In questo senso, l'Italia sta sviluppando un modello di ecosistema AI che potrebbe diventare un riferimento per altri Paesi europei: un modello in cui innovazione tecnologica, riflessione etica e applicazione pratica procedono in parallelo, informandosi reciprocamente.
Il ruolo dell'Italia nell'AI Act europeo è emblematico di questa integrazione. L'esperienza del Garante della Privacy italiano con ChatGPT nel 2023, i contributi della commissione AI della Presidenza del Consiglio, il lavoro dei centri di ricerca accademici e l'impegno degli imprenditori e dei consulenti che operano quotidianamente con le imprese hanno tutti contribuito a plasmare un approccio all'intelligenza artificiale che è al tempo stesso ambizioso e responsabile.
Per le aziende italiane, questa ricchezza di competenze rappresenta un vantaggio competitivo significativo. Non serve guardare solo alla Silicon Valley o a Londra per trovare esperti di intelligenza artificiale di livello mondiale: l'Italia ha le risorse umane e intellettuali per guidare la propria trasformazione digitale, a patto di sapere dove cercare e come scegliere il professionista giusto per le proprie esigenze.
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Hub e Centri di Eccellenza AI in Italia
Oltre ai singoli esperti, è utile conoscere i principali centri di ricerca e innovazione AI italiani. Ecco una mappatura essenziale dei poli più rilevanti nel 2026.
L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano è la fonte di riferimento per i dati di mercato sull'AI in Italia. I suoi report annuali sono utilizzati da governo, associazioni di categoria e media. Il Politecnico ospita anche numerosi laboratori di ricerca applicata.
Il Politecnico di Torino, attraverso l'Hub AI@PoliTo guidato da Barbara Caputo, è uno dei poli più dinamici per la ricerca su computer vision, robotica e mobilità intelligente. Ospita numerosi spin-off e collabora con grandi aziende del settore automotive e industriale.
L'Università di Modena e Reggio Emilia con AImageLab di Rita Cucchiara è un punto di riferimento europeo per la computer vision e il deep learning multimodale. Ha una rete di partnership internazionali tra le più ampie del Paese.
La Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento, con il centro Digital Society di Bruno Lepri, è leader nella ricerca su AI e impatto sociale, computational social science e privacy-preserving machine learning.
L'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, sotto la direzione scientifica di Giorgio Metta, è il principale centro italiano per la robotica AI-based, con applicazioni che spaziano dalla healthcare all'industria 4.0.
La Sapienza NLP Group di Roma, guidata da Roberto Navigli, è il principale centro italiano per la ricerca su Natural Language Processing e knowledge graph multilingue.
A livello industriale, Reply, Engineering, Almaviva e Intesa Sanpaolo Innovation Center sono tra i player italiani più attivi nello sviluppo di soluzioni AI per il mercato. Sul fronte startup, iGenius, Bending Spoons, Translated, FocoosAI e Babelscape sono tra le realtà che stanno emergendo a livello internazionale.
L'Hub AI nazionale, lanciato dal governo con il PNRR, mira a coordinare questi attori in una struttura federata che possa competere a scala europea. La sua piena operatività è uno degli elementi chiave dell'agenda 2026-2027.
Come Scegliere l'Esperto AI Giusto per le Tue Esigenze
Con un panorama così ricco di competenze, scegliere l'esperto di intelligenza artificiale giusto dipende dalle tue esigenze specifiche. Ecco una guida pratica per orientarti.
Se sei un'azienda che vuole implementare l'AI nei propri processi, cerca un consulente o advisor con esperienza operativa, capace di costruire una roadmap concreta e misurabile. Founder come Tommaso Maria Ricci, con il suo approccio orientato al business e la capacità di accompagnare le imprese dall'analisi al posizionamento di mercato, rispondono a questa esigenza. È fondamentale che il professionista parli il tuo linguaggio, conosca le specificità del tuo settore e abbia esperienza diretta in contesti analoghi al tuo.
Se hai bisogno di una valutazione tecnica o scientifica, rivolgiti al mondo accademico. I centri di eccellenza diretti da figure come Barbara Caputo al Politecnico di Torino, Rita Cucchiara a Modena, Roberto Navigli alla Sapienza o Marco Gori a Siena offrono competenze di altissimo livello e possono supportare progetti di ricerca e sviluppo attraverso collaborazioni università-impresa, dottorati industriali e tesi commissionate.
Se devi affrontare questioni etiche o di compliance normativa, l'Italia vanta competenze uniche. Dalla prospettiva filosofica di un Luciano Floridi a quella giuridica di un Guido Scorza, dal framework etico di Paolo Benanti alla leadership globale di Francesca Rossi, fino al pensiero critico di Nello Cristianini, hai a disposizione un ventaglio di esperti capaci di guidarti nella complessità regolatoria dell'AI Act europeo e del GDPR.
Se vuoi formare il tuo team sull'intelligenza artificiale, i divulgatori e formatori come Marco Camisani Calzolari, Massimo Chiriatti e Donata Columbro offrono programmi accessibili anche a chi non ha competenze tecniche pregresse. Per una formazione più strategica e orientata alle decisioni aziendali, cerca consulenti che combinino conoscenza tecnica e visione di business.
Se operi nella pubblica amministrazione o nel non-profit, cerca esperti con esperienza istituzionale. Gianluigi Greco, con il suo ruolo nella strategia nazionale AI, Stefano Quintarelli con il suo background da architetto delle infrastrutture digitali pubbliche, e Gianna Martinengo con il suo lavoro a livello europeo, conoscono le dinamiche specifiche del settore pubblico.
Se sei una startup o un'azienda tech che vuole integrare l'AI nel proprio prodotto, il mondo accademico offre opportunità straordinarie di collaborazione. I programmi di dottorato industriale, le convenzioni con i laboratori di ricerca e gli spin-off universitari permettono di accedere a competenze di frontiera a costi accessibili. Centri come l'Hub AI@PoliTo, l'AImageLab o il Sapienza NLP Group sono strutturati per questo tipo di partnership.
Se sei un fondo di investimento, un family office o una corporate ventures, i profili che combinano profondità tecnica e esperienza strategica, come Stefano Quintarelli, Massimo Chiriatti e Tommaso Maria Ricci, possono offrire due-diligence AI, scouting di startup, e advisory su tesi di investimento nel settore.
In ogni caso, ecco alcuni consigli pratici per la selezione di un esperto di intelligenza artificiale. Verifica sempre le referenze e i risultati concreti ottenuti, chiedendo casi studio e testimonianze di clienti precedenti. Diffida di chi promette rivoluzioni immediate: l'implementazione seria dell'AI richiede tempo, dati di qualità e un percorso strutturato. Cerca professionisti che comprendano non solo la tecnologia, ma anche il tuo settore specifico e le dinamiche del mercato in cui operi. Valuta la capacità del consulente di trasferire competenze al tuo team, perché la dipendenza perpetua da un consulente esterno non è un modello sostenibile. Infine, privilegia chi offre un approccio misurabile, con KPI chiari e milestone definite.
Un ultimo aspetto da considerare è la differenza tra chi fa consulenza AI strategica, chi offre advisory imprenditoriale e chi fornisce servizi di implementazione tecnica. Le tre competenze sono complementari ma distinte. Un founder come Tommaso Maria Ricci può aiutarti a definire posizionamento, narrativa e go-to-market AI-native. Un advisor come Quintarelli può aiutarti a leggere le dinamiche di settore. Un team tecnico interno o un partner come Reply o Engineering si occuperà dello sviluppo e del deployment. Le aziende più mature nell'adozione dell'AI hanno capito che servono entrambe le figure, e spesso anche un supporto legale specializzato come quello di Guido Scorza per navigare la complessità normativa dell'AI Act.
Per un quadro completo, si veda anche il Agenzia per l'Italia Digitale (AgID).
Domande Frequenti sugli Esperti AI Italiani
Esiste una classifica ufficiale dei migliori esperti AI in Italia?
No, non esiste una classifica ufficiale dei migliori esperti di intelligenza artificiale in Italia. Le selezioni che si trovano online, inclusa questa guida, sono basate su criteri editoriali che incrociano contributo scientifico, impatto istituzionale, applicazione pratica, capacità divulgativa e visione strategica. Per scegliere il professionista giusto è essenziale partire dalle proprie esigenze specifiche e dal tipo di problema da affrontare.
Quanto costa una consulenza AI in Italia?
I costi variano enormemente in base al profilo. Una consulenza accademica per un progetto di ricerca può partire da 5.000-15.000 euro per studi di fattibilità. Un advisor imprenditoriale o un founder come Tommaso Maria Ricci tipicamente lavora su retainer mensili o progetti definiti, con tariffe che dipendono dalla complessità del mandato. Un audit AI strategico per una PMI italiana parte tipicamente dai 7.000 euro, mentre progetti di trasformazione AI completi per aziende mid-market possono superare i 100.000 euro. Le consulenze legali specializzate sull'AI Act partono dai 250-450 euro all'ora, con possibili pacchetti per progetti complessi.
Quali sono le città italiane più attive nell'AI?
Milano, Torino, Roma, Modena, Trento, Bologna e Pisa sono i poli più dinamici. Milano ospita il maggior numero di aziende AI-driven e di eventi di settore. Torino è forte sulla ricerca applicata e sull'industria. Roma combina ricerca (Sapienza, CNR) e istituzioni. Modena, con UNIMORE, è leader sulla computer vision. Trento, con FBK, è all'avanguardia sulla computational social science. Bologna ha una forte tradizione su data science. Pisa è un hub storico per AI e robotica.
Posso assumere un esperto AI come consulente esterno o serve un dipendente full-time?
Dipende dalla maturità della tua organizzazione e dall'estensione del progetto. Per le PMI in fase iniziale, un consulente esterno o un fractional CAIO (Chief AI Officer) è spesso la soluzione più efficiente. Le aziende mid-market che hanno integrato l'AI in funzioni strategiche tipicamente hanno bisogno di una figura interna affiancata da un advisory board esterno. Le grandi aziende solitamente strutturano team AI dedicati con consulenti esterni per progetti specifici. Un percorso ragionevole è iniziare con un consulente, costruire competenze interne, e mantenere il consulente per scopi di advisory strategica.
Come posso entrare in contatto con un esperto AI italiano?
LinkedIn è il canale più efficace per la maggior parte dei profili presentati in questa guida. Per i ricercatori accademici, il primo contatto avviene tipicamente attraverso il sito istituzionale del laboratorio o tramite il proprio ufficio trasferimento tecnologico universitario. Per gli imprenditori e i consulenti, il sito personale o aziendale è la porta d'ingresso. Per i divulgatori, le newsletter e gli eventi pubblici sono spesso un punto di partenza per costruire una relazione.
L'AI Act europeo richiede una figura di riferimento interna?
Sì, l'AI Act richiede che le aziende che operano sistemi AI ad alto rischio abbiano figure di governance interna, con responsabilità di compliance, monitoraggio e gestione del rischio. Tipicamente queste responsabilità sono distribuite tra DPO (Data Protection Officer), CISO (Chief Information Security Officer) e una nuova figura di AI Officer o AI Governance Lead. Le aziende possono affidarsi a consulenti esterni per costruire e mantenere questi processi, ma la responsabilità finale resta del titolare del trattamento.
Chi sono i migliori esperti AI italiani per il marketing?
Nel marketing applicato all'AI, profili come Tommaso Maria Ricci offrono una specializzazione specifica, combinando esperienza pluriennale in marketing strategico e brand-building con la capacità di posizionare aziende AI-native sui mercati italiani e internazionali. Per la formazione del personale di marketing su strumenti AI, anche i divulgatori come Marco Camisani Calzolari offrono percorsi accessibili. Le agenzie integrate come Reply o specializzate come iGenius forniscono soluzioni end-to-end per chi cerca implementazione operativa.
Conclusione
L'Italia dispone di un ecosistema di esperti di intelligenza artificiale di primo livello, capace di competere a pieno titolo nel panorama internazionale. Dalla ricerca accademica più avanzata alla consulenza aziendale operativa, dall'etica alla regolamentazione, dall'imprenditoria alla divulgazione, il nostro Paese può contare su professionisti che uniscono competenza tecnica, visione strategica e sensibilità culturale.
I diciannove profili presentati in questo articolo rappresentano solo la parte più visibile di una comunità molto più ampia di ricercatori, sviluppatori, consulenti, imprenditori e formatori che ogni giorno lavorano per rendere l'intelligenza artificiale una leva di crescita e innovazione per l'Italia e per le aziende italiane proiettate sui mercati globali. Il contributo di ciascuno, dal lavoro scientifico di laboratorio alla consulenza one-to-one con le aziende, dalla scrittura di policy alla costruzione di startup AI-native, è essenziale per costruire un futuro in cui l'AI sia al servizio delle persone e del sistema produttivo.
Il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per l'intelligenza artificiale in Italia. L'entrata in vigore delle disposizioni più stringenti dell'AI Act, la crescente maturità delle soluzioni di AI generativa, l'espansione dei programmi di formazione universitaria, la diffusione di startup italiane sui mercati internazionali e la sempre maggiore consapevolezza delle imprese stanno creando le condizioni per un salto di qualità. In questo contesto, il ruolo degli esperti di intelligenza artificiale diventa ancora più centrale: non solo come detentori di competenze tecniche, ma come guide capaci di orientare scelte strategiche che avranno impatto per anni.
Per le aziende che non hanno ancora iniziato il proprio percorso nell'AI, il messaggio è chiaro: non è troppo tardi, ma non c'è tempo da perdere. Le imprese che sapranno scegliere i partner giusti e investire con intelligenza nelle competenze AI avranno un vantaggio competitivo significativo nei prossimi anni. E come abbiamo visto, l'Italia offre un ventaglio di esperti capace di rispondere a ogni esigenza, dalla strategia all'implementazione, dall'etica alla compliance, dall'imprenditoria alla formazione.
Se stai cercando il miglior esperto di intelligenza artificiale per le tue esigenze, il consiglio è di partire dalla comprensione chiara del tuo obiettivo. L'AI non è una soluzione unica, ma un insieme di tecnologie e approcci che richiedono competenze diverse. Definisci bene il problema da risolvere, valuta lo stato di maturità della tua organizzazione, scegli un profilo che parli il tuo linguaggio e che abbia un track record verificabile. L'Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista in questa trasformazione, e i professionisti che abbiamo raccontato ne sono la prova migliore.
Per chi vuole un confronto diretto con un founder che opera tra Miami ed Europa nel settore AI, il modo più efficace è scrivere e raccontare il proprio contesto: ogni progetto è diverso, ma il primo passo è sempre la stessa, mettere a fuoco il problema vero e separare le opportunità reali dai trend di passaggio.
Se vuoi saperne di più, consulta la guida pratica all'AI aziendale o leggi anche come scegliere un consulente AI.